Roma Mediovale - L'isola Tiberina
Sull'Isola Tiberina ancora oggi si può ammirare ciò che rimane del Castello dei Caetani, edificato a ridosso della Torre dei Pierleoni risalente al X secolo. Nel 1087 Matilde di Canossa e il papa Vittore III si nascosero nella torre per sfuggire alle insidie dell'esercito dell'antipapa Clemente II e, nel 1089, vi risiedette papa Urbano II. I Caetani divennero proprietari del fortilizio intorno al 1294, anno in cui Benedetto Caetani fu eletto papa col nome di Bonifacio VIII. La torre, che ancora oggi fa da testata a Ponte Fabricio, è nota anche come Torre della Pulzella, in riferimento alla piccola testa marmorea di giovane donna incastrata nella cortina di mattoni.
Le torri erano dimora e fortezza delle famiglie aristocratiche e simbolo del loro potere. Nel tempo, molte delle case-torri subirono danneggiamenti a causa di terremoti o furono abbattute per volontà del senatore Brancaleone degli Andalò nel 1252. Con il Rinascimento, si affermò la tipologia del palazzo residenziale e le torri furono inglobate nelle nuove costruzioni oppure distrutte completamente.
All'interno della Chiesa di San Bartolomeo all'Isola, di fronte ai gradini del presbiterio, è collocata una delle testimonianze medievali più importanti della chiesa: un puteale o vera da pozzo marmorea realizzata da un frammento di colonna romana.
E' una delle pochissime testimonianze di arte ottoniana presente a Roma. E' infatti databile al X secolo, all'epoca dell'imperatore Ottone III che, molto probabilmente, la commissionò. A sinistra della facciata della chiesa si innalza il campanile romanico, realizzato nel XII secolo.
Dall'isola Tiberina è possibile raggiungere Piazza in Piscinula dove si erge Casa Mattei, elegante complesso di abitazioni trecentesche realizzate per la nobile famiglia romana e restaurate, in epoca fascista, da Lorenzo Corrado Cesanelli.
Al piano terra del palazzetto alcuni ambienti erano occupati dalla locanda detta "della Sciacquetta".
Nel palazzo ad angolo con Via della Lungarina abitò per un certo periodo il poeta romanesco Trilussa.
Da Piazza in Piscinula si prende Via Arco dei Tolomei che prende il nome dall'arco medievale ancora visibile anche se notevolmente rimaneggiato.
Il monumento fu eretto per la nobile famiglia senese che visse in questo quartiere dal XIV secolo. Da Via Arco dei Tolomei si gira in Via dei Salumi (che, come molte altre strade del quartiere, deve il nome ai mestieri dei bottegai) dalla quale inizia il pittoresco Vicolo dell'Atleta.
Il Vicolo dell'Atleta è così detto perché nel 1849 vi è stata rinvenuta la statua dell'Apoxyomenos (atleta, appunto, che si deterge il sudore e la polvere mista all'olio di cui era cosparso prima della lotta). La scultura, copia romana del I secolo d.C. da un originale greco di Lisippo, è ora conservata nei Musei Vaticani.
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